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ottalogo
13 giugno 2009

SECONDO PRINCIPIO DELLA MIGNOTTERIA APPLICATA: SMIGNOTTARE È MORALE

Il Primo principio si riflette in maniera profonda sul senso etico individuale. Appurato che la seduzione finalizzata è il metodo migliore per assecondare le leggi di natura, va da sé che non possono esserci controindicazioni morali nell’esercitarla.
Perciò, mamme, istruite tranquillamente le vostre bimbe all’arte della mignotteria.
Fatelo con l’impegno con cui insegnate loro a distinguere i colori, le lettere e i numeri. Fatelo con la gioia con cui leggete la canzoncina di Natale e la poesia per la festa del papà. Fatelo con l’energia che impiegate nel togliere loro prima il pannolino e poi le rotelline alla bicicletta. Fatelo con l’autorità con cui stabilite il Bene e il Male. Smignottare, infatti, è la miglior tecnica di difesa-attacco che una donna possieda per tenere lontano il Maschio Molesto (MM). Altro che corsi di autodifesa e spray al peperoncino. Faccia da finta oca e occhio languido, riducono in polpette persino il più aggressivo degli uomini.

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13 giugno 2009

PRIMO PRINCIPIO DELLA MIGNOTTERIA APPLICATA: SMIGNOTTARE È GIUSTO

La prima regola di una seduttrice è ammettere il proprio status. Non serve gridarlo ai quattro venti, basta una semplice constatazione silenziosa: io sono una mignotta. Il che significa che dipendo profondamente dalla mia identità genetica, che sono tutt’uno con i miei cromosomi. Essere mignotta, infatti, è una questione congenita, né più né meno degli occhi azzurri o dei capelli ricci.
Per non tradire la biologia, quindi, si deve soltanto accettare lo stato delle cose.
Per non sprecare l’enorme dono di natura riservato al genere femminile, invece, è indispensabile che ogni donna approvi, applichi e divulghi la mignotteria, con entusiasmo e sicurezza.
La seduzione qualificata garantisce il totale controllo mentale e psicologico su se stesse e su gran parte del genere umano. Questa condizione di potere non deve minimamente far tentennare la femmina che la possiede per genetica. Non c’è da chiedersi se sia giusto o sbagliato, va accettato punto e basta e investito nel migliore dei modi, evitando errori grossolani, cadute di stile e tentennamenti.
Primo tra tutti il limitarsi per timore di risultare fuori luogo e di incappare in critiche e giudizi.
Non c’è critica o giudizio che tenga. L’unico principio da onorare è che la mignotteria è una legge naturale. E per questo è giusta e giustificata, sempre e comunque. 

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13 giugno 2009

TERZO PRINCIPIO DELLA MIGNOTTERIA APPLICATA: SMIGNOTTARE È LIBERATORIO

Lo slogan sessantottino «La figa è mia e la gestisco io» va oggi così reinterpretato: «La figa è mia e la gestisco io e il cazzo pure».
La gestione del proprio corpo è quanto di più liberatorio ci sia. Non si tratta però di una liberazione dal maschio, com’era in origine. Oggi alle donne non serve più affrancarsi dall’uomo: anzi, è l’esatto contrario. I maschi sono più che mai convinti che la pelliccetta sia nostra e che siamo noi a gestirla a nostro piacimento. La maggior parte di loro ha persino capito che anche le loro parti basse sono entrate sotto la nostra giurisdizione.
Attualmente rivendicare l’esercizio libero e spensierato della femminilità equivale a dichiarare guerra ai superstiti del perbenismo di facciata. Agli ipocriti da oratorio con figli illegittimi sparsi qua e là, alle bigotte che rifiutano l’anal e il sesso orale, alle disfattiste che non credono negli uomini e nell’amore ma sono in coppia da quando hanno le mestruazioni, ai bacchettoni della domenica che stazionano al night cinque sere su sette in cerca di emozioni forti, e poi prendono a schiaffi la figlia adolescente che sbaciucchia il fidanzato nell’androne di casa.
Sono loro lo zoccolo duro contro cui lottare, gli ultimi fuochi da spegnere per raggiungere l’assoluta autarchia mignottesca.

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ottalogo
13 giugno 2009

QUARTO PRINCIPIO DELLA MIGNOTTERIA APPLICATA: SMIGNOTTARE È DOVEROSO

In base a un recente aggiornamento del codice penale, non smignottare va considerato un reato contro la persona. La donna che non esercita la propria femminilità pur avendone gli attributi genetici e tutti coloro che osteggiano lo smignottamento, vanno incontro a pene sempre più severe. Le normative europee prevedono addirittura la confisca del patrimonio e pesanti ammende economiche.
Ogni donna, in sostanza, ha il dovere biologico e morale di praticare l’arte della seduzione. E quando si dice ogni donna, sono incluse:
– le cozze che nessuno si fila e che ce l’hanno a morte con il mondo,
– le femministe sopravvissute all’epurazione degli ultimi trent’anni,
– le intellettuali che non hanno ancora studiato il fenomeno,
– le casalinghe troppo impegnate a passare la Vaporella negli interstizi del pavimento,
– le fidanzate fedeli il cui mondo è circoscritto a quello dell’innamorato,
– le principessine convinte di avercela d’oro,
– le madri di famiglia che hanno consacrato le mammelle ai dieci allattamenti giornalieri,
– le bellezze da copertina mollate per la portinaia
coi baffi,
– le divorziate con un assegno di mantenimento da star,
– le zitelle per vocazione, per bruttezza e per pessimo carattere,
– le spogliarelliste, cubiste, lapdancer che si sentono super partes.

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ottalogo
13 giugno 2009

QUINTO PRINCIPIO DELLA MIGNOTTERIA APPLICATA: SMIGNOTTARE È INTELLIGENTE

Molti pensano che la mignotta sia un’approfittatrice, un’arrampicatrice sociale, un’utilitarista fuori serie. Queste persone associano la seduzione al tornaconto materiale: soldi, lusso, posti di lavoro, regali da capogiro. Oppure a vantaggi nella vita di tutti i giorni: il trancio di pizza con più mozzarella, l’entrata in discoteca saltando la fila all’ingresso, i servizi privati del giardiniere fatti rientrare nelle spese condominiali, il permesso di circolazione nella ztl ottenuto senza rispettare la lista d’attesa.
Niente da dire in merito: la mignotteria è profondamente remunerativa. Tuttavia i suoi scopi non si esauriscono nel profitto.
Ci sono anche le soddisfazioni morali, come soffiare l’uomo alla ex migliore amica, tenere in pugno il dirigente che ci dà ordini dalla mattina alla sera, confondere il vicino di casa che vive ancora con mamma e papà, minare l’ego del bello dell’ufficio che se la tira.
Non mancano poi le gratificazioni della carne: libero accesso a sederi e pettorali, baci da mille e una notte, orgasmi da urlo, sveltine nel camerino dei grandi magazzini, prestazioni tonificanti nella sauna del centro fitness.
E per finire la soddisfazione del mettersi in gioco, dello sperimentare una femminilità di cui non si era ancora consapevoli.
Ma la conquista più gratificante per una mignotta consiste in qualcosa che nemmeno tutto l’oro del mondo potrebbe procurare: l’assoluta libertà della propria intelligenza. Cervello, pensieri e ragionamenti della seduttrice sono illimitatamente e incondizionatamente liberi. Se espresso e utilizzato per questo nobile fine, l’ingegno procura favolose gioie mignottesche.

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ottalogo
13 giugno 2009

SESTO PRINCIPIO DELLA MIGNOTTERIA APPLICATA: SMIGNOTTARE È L’ANTIDOTO AI RIMPIANTI

L’Esprit d’Escalier, noto in italiano come la Sindrome della Scala, è quella situazione in cui la reazione a una provocazione arriva in ritardo, quando ormai si è sulla scala. L’espressione si riferisce quindi alla frustrazione provocata da ogni risposta mancata. La mignotta è immune dalla Sindrome della Scala. Lo è perché, da scaltra doc, sa sempre come elaborare in tempi utili la risposta più azzeccata. Lo è perché ha sempre sotto controllo situazioni e parte in causa. Lo è soprattutto perché sa fare appello a tutte le proprie risorse per arrivare dove vuole.
Nel vocabolario della seduttrice non esistono frasi come «avrei dovuto fare…», «sarebbe stato il caso che dicessi…» o «se mi fosse venuto in mente…».
La mignotta si concede sempre tutte le possibilità al momento giusto, non retroattivamente. Così facendo si tiene alla larga da fastidiosi rimpianti.

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ottalogo
13 giugno 2009

SETTIMO PRINCIPIO DELLA MIGNOTTERIA APPLICATA: SMIGNOTTARE È DIVERTENTE

Dopo aver dato di gomito alla genetica, messo a tacere le coscienze deboli, riletto femminismo e post-femminismo, aver esplorato la sfera giuridica, finalmente si parla di divertimento. Smignottare infatti, al di là di ogni sofisticazione intellettuale, è essenzialmente uno spasso.
Le seduttrici non sarebbero così numerose se il loro operato si limitasse a portare a casa la pagnotta. In fondo ci sono tanti modi per campare, perché infilarsi proprio nell’affollato settore mignottifero? Perché la mignotteria è divertente, semplice. E, divertendosi, quasi non ci si accorge di sgobbare.
La seduzione emana il fascino frivolo e allegro del mondo dello spettacolo, un contesto in cui la fatica, qualora vi sia, viene notevolmente alleggerita dall’intrattenimento. Ma i punti di contatto tra showbiz e seduzione finalizzata non si esauriscono qui. In entrambi i settori infatti, oltre a lavorare sempre col sorriso sulle labbra, si lavora anche senza competenze. In mignotteria come in tv il dilettantismo è all’ordine del giorno. Un vero sprone per tutte noi: possiamo farcela anche senza un’adeguata formazione alle spalle. Possiamo improvvisarci attrici come possiamo improvvisarci mignotte: i risultati si valuteranno sul campo e, anche nei casi più drammatici, saranno sempre possibili margini di miglioramento.

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ottalogo
13 giugno 2009

OTTAVO PRINCIPIO DELLA MIGNOTTERIA APPLICATA: SMIGNOTTARE È GODURIOSO

Smignottare è una goduria. È fonte di grandi gioie fisiche, di eccitazioni planetarie, di orgasmi cosmici, di scoperte erotiche strabilianti.
Affrontando il mondo maschile con lo spirito libero che le è tipico, la mignotta incappa in una serie di esperienze sessuali eccezionali. La grande apertura mentale della seduttrice, infatti, le consente, nella ricerca del massimo profitto in ogni ambito - compreso quello carnale - di sfruttare tutti gli aspetti del maschio, corpo compreso. Grazie alla sua inesauribile curiosità, la mignotta si lascia coinvolgere e guidare attraverso qualsiasi aspetto della lussuria, sempre pronta a qualunque novità, esperimento e tentativo.
Naturalmente talvolta capita di andare incontro a esperienze deludenti e da dimenticare. È una questione puramente statistica: più il numero dei sedotti aumenta, più la casistica si amplia. Dimensioni avvilenti, performance ancora da rodare, durate imbarazzanti, incompatibilità fisiche, fantasie patetiche, devianze patologiche, sono piccoli inconvenienti che la seduttrice deve mettere in preventivo. La riflessione sulla soddisfazione sessuale si applica anche alla mignotta orientata alla monogamia. La femmina che ambisce al maschio unico, solitamente ha il sesto senso per trovarselo ben fornito e di grande vigore. È una questione di affinità elettive.

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